Le orchidee

 

Orchis purpurea

Orchis purpurea

La famiglia delle Orchidacee è molto vasta e comprende circa 20.000 specie distribuite in tutti i continenti, tranne  i deserti e le zone perennemente ghiacciate .

Le Orchidacee sono considerate tra le piante più evolute grazie alle strategie adattative e alle specializzazioni che hanno messo in atto. La maggior parte delle nostre orchidee rientra in quelle terrestri, che producono un tubero sotterraneo dal quale si svilupperà lo scapo fiorale. In altre zone, soprattutto tropicali, le orchidee crescono sugli alberi, che usano come supporto oppure possono avere radici al suolo e svilupparsi con aspetto lianoso lungo i fusti degli alberi.  Alcune orchidee  sono in parte parassite. Quindi una grande variabilità negli adattamenti di crescita e sviluppo della pianta, messi in atto in funzione degli ambienti in cui vivono.

I fiori delle orchidee sono costituiti da sei elementi: 3 più esterni chiamati TEPALI ESTERNI (indicati con TE nell’immagine sottostante) e 3 più interni detti TEPALI INTERNI (TI).
Nei tepali interni, quello mediano è modificato, generalmente è il più vistoso ed è chiamato LABELLO.

L’ovario è disposto inferiormente ai tepali.

In alcune specie di orchidee, la struttura del fiore si è modificata in funzione di un’impollinazione effettuata da insetti ed in alcuni casi queste modificazioni sono strabilianti. Nel genere Ophrys per esempio il fiore “imita” l’aspetto di un insetto non solo attraverso la forma ma anche emettendo sostanze che simulano i feromoni emessi dalle femmine dell’insetto imitato. Mentre il maschio si poserà sul fiore pensando di accoppiarsi con la femmina della sua specie, l’orchidea approfitterà per affidargli il polline da portare su altri fiori della stessa specie.

Il polline è agglutinato in due masse polliniche attaccate ad un filamento che termina con una specie di disco adesivo detto viscidio. Nella foto sottostante si può vedere il viscidio che sporge alla base della struttura che contiene le masse polliniche. Quando un insetto tocca con il capo o con l’addome il viscidio, questo gli si attacca addosso. Andandosene l’insetto porterà con sè le masse polliniche. Nel riquadro in basso a destra, le due masse polliniche estratte toccando con un legnetto i viscidi.

polline

Il richiamo degli insetti da parte dei fiori avviene utilizzando svariate strategie che possono coinvolgere l’odore, il colore, la forma del labello, la presenza di peli o tessuti commestibili ecc…

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn studi effettuati su Ophrys sphegodes (dal greco “simile a vespa”) i ricercatori hanno scoperto che i fiori da impollinare emettono molecole di feromone che imita quello della femmina della specie Andrena nigroaenea, un insetto simile ad una piccola ape. I maschi di questa specie, attratti dal ferormone, si posano sul fiore con l’intento di accoppiarsi. In questo modo toccano con il corpo i viscidi e le masse polliniche rimangono attaccate loro addosso.

Una volta impollinati, i fiori di quest’orchidea emettono un’altro feromone, utilizzato dalle femmine dell’Andrena per segnalare di essere già state fecondate. Con l’emissione di questi due feromoni, l’orchidea allontanerà gli insetti dai fiori già impollinati e contemporaneamente li attrarrà su quelli ancora da impollinare.

A seguire alcune foto di orchidee della nostra flora.

Orchis morio è una specie caratterizzata da una grande variabilità della colorazione dei fiori, che dal viola scuro passano al rosa fino al bianco.

Orchis morio

Orchis morio

 

 

Orchis morio

 

Neottia nidus avis. Il nome di quest’orchidea deriva dalla conformazione delle sue radici che sono disposte come a formare un nido d’uccello. La pianta è priva di clorofilla e non potendo fotosintetizzare vive in simbiosi con un fungo fissato alle sue radici, dal quale riceve il nutrimento necessario per sopravvivere.

Neottia nidus avis

Neottia nidus avis

 

Ophrys bertolonii è un orchidea che viene impollinata da insetti della famiglia Megachilidi (sono simili a delle piccole api).  La forma del labello, simile ad una sella, si adatta alla posizione assunta all’insetto che, durante la copula, inarca l’addome.

Il labello può essere intero o trilobato, è ricoperto da una peluria scura con una parte apicale glabra e lucida di colore violaceo.

Ophrys bertolonii

Ophrys bertolonii

 

Ophrys bertolonii

Ophrys bertolonii

 

Ophrys insectifera Caratteristica di quest’orchidea è la notevole somiglianza della forma del fiore con un insetto. Il labello assomiglia all’addome dell’insetto con le ali e i due tepali interni modificati, sono sottili e simili a delle antenne.

Ophrys insectifera

Ophrys insectifera

 

Orchis purpurea. Presenta un’infiorescenza molto grande e vistosa se paragonata alle altre orchidee italiane.

Orchis purpurea

Orchis purpurea

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