Goccioline

A prescindere dal tempo, dall’ora, dalla presenza o meno del sole, mi accorgo che durante le mie passeggiate mattutine, anche se percorro gli stessi sentieri, ci sono decine di spunti che stimolano a fotografare. Sarà che la primavera è una stagione ricchissima di continue novità che generano emozioni, sensazioni o forse che mi sento in qualche modo parte di questi luoghi, ma le immagini continuano a richiamare la mia attenzione. La passeggiata è iniziata prima del sorgere del sole da dietro la collina e il grano è ricoperto da minutissime goccioline. La luce non è delle migliori ma quelle goccioline che impreziosiscono le reste, donano al grano un aspetto più delicato.

 

Il grano prima del sorgere del sole

Il grano prima del sorgere del sole

L’aria è saturata dal profumo delle acacie in fiore. Mi piace tantissimo questo profumo, dolce ma allo stesso tempo non stucchevole. Respiro a pieni polmoni mentre cammino, sapendo che durerà sempre troppo poco e che per poterlo odorare ancora dovrò attendere un altro anno. Lungo la ciclabile ne crescono molte di acacie e il sole filtra tra i loro rami creando chiaro scuri che evidenziano a volte le foglie, a volte i fiori.

4bAttorno a casa sto cercando farle crescere. La rivettina sotto casa, quella del progetto 2014, è ripida e la terra tende a scivolare. Le acacie sono tra gli alberi, assieme ai tamerici, che meglio possono trattenere il terreno. So che tra gli addetti al settore la Robinia (Robinia pseudoacacia, nome scientifico dell’acacia) è una pianta infestante, non autoctona, che sarebbe da eliminare, ma qui era stata piantata prima del mio arrivo e io mi limito a non togliere i nuovi getti. In futuro voglio trasformare i singoli alberi in ceppaia, tagliando il fusto principale e lasciando che crescano più getti dalla base. Il legno di robinia è ottimo da bruciare nel fuoco e la crescita rapida delle piante mi permetterà di avere legna da ardere dai getti della ceppaia togliendone a rotazione di anno in anno.

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Insieme alle robinie, lungo la ciclabile fioriscono i sambuchi il cui profumo si mescola a quello dei fiori di acacia, quando passo a fianco ai loro cespugli. Lo scorso anno ho fatto lo sciroppo con i fiori di sambuco e lo uso spesso come dissetante. Quando lo si beve sembra di respirare ancora il loro profumo, portando in ogni stagione un pizzico di primavera.

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Stamattina…

Tra le fioriture qui e là stanno spuntando i gladioli selvatici (Gladiolus sp.). Non ce ne sono molti, anche se sono abbastanza comuni e questo li trasforma in un piccolo regalo quando li si incontra

Silene fior di cuculo – Lychnis flos-cuculi

La scorsa settimana stavo andando in ferramenta a comprare le viti per costruire la seconda legnaia. In genere evito di percorrere le strade in mezzo alle case, preferendo quelle che passano tra a campi e frutteti. In uno di questi campi mi ha incuriosita la colorazione rosa delle fioriture. Il giallo è una tinta consueta. In questo periodo moltissimi prati sono gialli di fiori del ranuncolo comune (Ranunculus acris), ma il rosa non è per nulla frequente.

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Così dopo gli acquisti, con la dovuta calma, mi sono fermata e avvicinata ai fiori. La loro struttura mi ha fatto pensare ad una Cariofillacea, famiglia di piante alla quale appartengono anche la Silene (Silene vulgaris – pianta commestibile che qui chiamano stridoli) e i garofani. Rientrata a casa, la ricerca si è concentrata sui miei libri di botanica. Eh si, perchè queste cose mi incuriosiscono e finchè non capisco di che pianta si tratta continuo a pensarci e a scartabellare libri o cercare in rete.

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E così ho scoperto che il nome di quei fiori è Lychnis flos-cuculi. Mi piacciono i petali così frastagliati e l’insieme dei colori di quel prato era molto bello da vedere. Oltre al ranuncolo e alla silene c’era anche il lino selvatico (Linum bienne) con la sua delicata colorazione azzurra.

cMi sono fermata una mezz’ora a fotografare e ammirare le forme e i colori di questi esili fiori. Un incontro non previsto che mi ha permesso di scoprire un pianta che ancora non conoscevo.

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A seguire due link a wikipedia per due schede botaniche che mi sono piaciute.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lychnis_flos-cuculi

http://it.wikipedia.org/wiki/Ranunculus_acris

 

Profumi

I fiori dell’olivello di Boemia

Appena varco la soglia per uscire, il suo profumo mi avvolge. L’olivello di Boemia (Eleagnus angustifolia), che ormai sovrasta la casa, è in fiore. Minutissimi fiori gialli, con un profumo dolce e pastoso, nascosti dalle foglie allungate e argentee. Ho un debole per quest’albero e ogni volta che devo anche solo accorciare un ramo, sto male. E’ da due anni che rimando il taglio di una branca che ormai ricopre il pergolato e anche quest’anno è ancora lì.

L’olivello di Boemia con le sue foglie argentate

Ma c’è un’altra cosa che attira la mia attenzione. Un ronzio intenso. Al momento non capisco e poi realizzo. Le api! Centinaia di api che stanno bottinando polline e nettare dall’olivello. Sorrido, mi piacciono le api.

Faccio alcuni passi e inizia a farsi strada il profumo intenso di miele delle ginestre (Spartium junceum). Bastano pochi fiori schiusi per riempirne l’aria.

E così comincia la mia passeggiata del mattino di quest’ultima domenica di aprile.

Scendo lungo la strada e inizio a costeggiare il campo di grano. Il suo verde chiaro attira il mio sguardo. Seguo le onde del vento che si rincorrono sulla superficie quasi uniforme, formata dalle spighe in fiore. Poi i papaveri attirano, come ogni mattina, la mia attenzione. Mi piace guardarli, osservare i colori al loro interno, il nero della corona di stami e le macchie bianche alla base dei petali che contrastano con il rosso del resto del fiore.

Continuo la passaggiata con Tess che aspetta con trepidazione il lancio del fresbee per raccoglierlo e riportarlo, in attesa del lancio successivo. Mi guardo le scarpe e vedo che si sono riempite di batuffoli bianchi. Sono i semi dei pioppi che stanno rivestendo un po’ tutto, attorno a me.

Il prato fiorito di ranuncoli cosparsi con la lanuggine dei pioppi

E’ il sistema utilizzato dai pioppi per disperdere i semi. Sono immersi in una lanuggine bianca che con il minimo alito di vento viene dispersa per centinaia di metri dando l’impressione di grossi fiocchi di neve fuori stagione. Tra i pioppi, le acacie sono in fiore e il loro profumo accompagna il nostro rientro verso casa. Dal boschetto che costeggia il fiume arrivano i richiami flautati dei rigogoli appena arrivati e degli usignoli.

Passeggio con calma e mi godo tutto questo tripudio di suoni, colori, profumi prima di immergermi nei lavori di questa nuova giornata.

Fioriture inosservate

Camminando lungo lo sterrato che costeggia un ampio prato seminato a grano, osservavo le altre graminacee che crescono spontanee ai suoi margini. Indubbiamente chi è allergico al loro polline saprà, senza ombra di dubbio, che al momento sono in fiore. Le loro fioriture però passano ai più, completamente inosservate. Pochi si curano delle graminacee. A me piacciono molto da utilizzare insieme ai fiori secchi per le ghirlande da appendere ma mi piace anche soffermarmi ad osservare la loro fioritura. Ho fatto alcune foto in cui si vedono gli stami esposti per poter liberare il polline.

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erba in fiore

Molte altre sono le fioriture che mediamente non vengono viste. Gli alberi per esempio, non sempre hanno fiori che si notano, oppure si notano i fiori maschili ma non quelli femminili. Il noce (Juglans regia) porta i fiori femminili (in dettaglio, a destra nella foto sotto ) all’apice dei rami, mentre i fiori maschili sono sempre sullo stesso ramo ma più verso il tronco. Le gemme dei fiori maschili si formano entro la fine dell’estate precedente alla fioritura e si possono già osservare durante l’inverno, i fiori femminili sono sulla crescita dell’anno e si sviluppano durante la primavera subito prima della fioritura.

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Anche i fiori del nocciolo (Corylus avellana) presentano una situazione simile. Nella foto sottostante, a sinistra il dettaglio del fiore femminile, dal quale, una volta impollinato, si svilupperà la nocciola. Il fiore ha si presenta come una gemma dalla quale, in primavera, spuntano dei sottili filamenti rossi (i pistilli) che hanno il compito di catturare il polline trasportato dal vento. I fiori maschili invece sono degli amenti simili a quelli del noce e si vedono nella foto di destra sotto il fiore femminile.

Sia il nocciolo che il noce sono piante che vengono impollinate grazie al vento (piante con impollinazione anemofila). I fiori sbocciano quindi prima dell’emissione completa delle foglie che limiterebbero di molto la circolazione del polline.

Allium roseum

Sta fiorendo l’Allium roseum, una piccola liliacea che cresce spontanea lungo i bordi delle strade e i fossi e che ultimamente accompagna le mie passeggiate con i suoi fiori delicati e il suo odore caratteristico.

I fiori sono di un delicato color rosa, portati su sottili piccioli che in piena fioritura si arcuano leggermente. Terminata la fioritura in cima allo stelo compaiono dei bulbilli che, se piantati, daranno origine ad altre piantine di aglio.

Grazie a questa peculiarità l’Allium roseum colonizza in poco tempo l’area dove viene seminato regalando al giardino la sua fioritura.

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A casa l’ho piantato alla base del melograno, in mezzo al tappeto di timo serpillo e sparso qui e là ogni volta che qualche bulbillo mi rimaneva in mano.

I bulbilli ormai quasi maturi

I bulbilli ormai quasi maturi