Lamponi

Iniziano a maturare i lamponi. Oggi ho assaggiato i primi due. Lo so, sono gialli e non rossi. Ho provato a prendere questa pianta assieme ad una a frutti rossi e devo dire che la Fallgold, il lampone a frutti gialli che coltivo al momento in vaso, si è dimostrato molto più resistente alle malattie, è rifiorente e il frutto è dolcissimo. Se anche non è rosso direi che non è un problema…

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La cipolla egiziana

L’anno scorso un gentilissimo “giardiniere per passione” che badava al giardino di un’erboristeria, mi ha regalato alcuni bulbi di una cipolla che non si trova più così spesso negli orti. E’ la cipolla egiziana (Allium cepa var. viviparum proliferum), insolita liliacea che invece dei fiori, molto rari, produce direttamente dei bulbetti, piccole cipolle in miniatura che, ancora sullo stelo iniziano a germogliare. Basta staccarli e piantarli in terra per avere delle nuove cipolle.

E’ una cipolla facile da coltivare, resistente alle malattie e al freddo. L’ho piantata nei cassoni del mio orto lo scorso autunno e questa primavera ha iniziato a produrre i bulbilli già in marzo. In questi giorni sono già pronti da trapiantare in terra come si può vedere dalla foto qui sopra.

Il gruppetto di bulbilli fotografati nella prima immagine è situato in cima ad uno scapo che non parte dal terreno ma da metà di una “foglia” nella quale si sono formati altri bulbetti. Uno di questi è cresciuto dando origine al secondo stelo che ha prodotto a sua volta altri bulbilli…insomma proprio una pianta curiosa.

Intanto anche i pomodori di diverse varietà e i faglioli “Diavolo di montagna” stanno crescendo. Merito anche di prodi aiutanti che tengono d’occhio ogni cosa. Qui sopra Morgana mentre controllava se le legature erano state fatte come si deve…

Lucciole

 

Questo per me è uno dei momenti che aspetto con trepidazione anno dopo anno. Ha un che di magico, di surreale, ci si aspetta veramente di veder passare campanellino che tenta di mettere un po’ di ordine alla danza sfrenata.

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In queste ultime due settimane sono nate le lucciole e ogni sera più numerose danno spettacolo tutto attorno a casa. Centinaia di lucine, all’imbrunire si accendono e iniziano a volare inseguendosi tra loro.

Ho provato a fare alcune foto ma non rendono neppure lontanamente l’idea di cosa possa significare stare seduti nell’erba ed essere attorniati da lucine verdi che si rinncorrono alla rinfusa.

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Corse mattutine

Il giardino confina, nella parte superiore, con un campo di un paio di ettari che attualmente è seminato ad erba medica. Questa primavera però, è cresciuta soprattutto avena selvatica. Nelle ultime settimane una parte dell’erba di questo campo era irrimediabilmente stesa a terra. Il primo giorno che me ne sono accorta ho pensato fosse stato il maltempo della notte a ridurla in quel modo e forse inizialmente  è stato così. Nei giorni seguenti però la situazione non è cambiata.

Stamattina, come tutte le mattine di ritorno dalla passeggiata, mi sono fermata a controllare i pomodori nel mio piccolo orto. Mentre mi segnavo mentalmente i lavori da fare stasera al ritorno dal lavoro, ho sentito un gran frusciare d’erba. Alzando lo sguardo ho capito il motivo di quell’erba così stesa nel campo. C’era una femmina di capriolo che stava correndo all’impazzata in tutte le direzioni, con balzi alti alternati a corse in salita e discesa. Sembrava giocasse perchè era da sola nel campo. Nessun cane o altro che la stesse seguendo. Un po’ come fanno i gatti quando hanno i cinque minuti di pazzia che corrono e saltano avunque salvo poi stendersi e riaddormentarsi sereni dopo aver devastato casa…

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Così anche lei, alcuni minuti di corsa folle e poi ha tranquillamente ricominciato a brucare. E per me era arrivata l’ora di rientrare in casa per le ultime cose da fare prima di uscire.

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Goccioline

A prescindere dal tempo, dall’ora, dalla presenza o meno del sole, mi accorgo che durante le mie passeggiate mattutine, anche se percorro gli stessi sentieri, ci sono decine di spunti che stimolano a fotografare. Sarà che la primavera è una stagione ricchissima di continue novità che generano emozioni, sensazioni o forse che mi sento in qualche modo parte di questi luoghi, ma le immagini continuano a richiamare la mia attenzione. La passeggiata è iniziata prima del sorgere del sole da dietro la collina e il grano è ricoperto da minutissime goccioline. La luce non è delle migliori ma quelle goccioline che impreziosiscono le reste, donano al grano un aspetto più delicato.

 

Il grano prima del sorgere del sole

Il grano prima del sorgere del sole

L’aria è saturata dal profumo delle acacie in fiore. Mi piace tantissimo questo profumo, dolce ma allo stesso tempo non stucchevole. Respiro a pieni polmoni mentre cammino, sapendo che durerà sempre troppo poco e che per poterlo odorare ancora dovrò attendere un altro anno. Lungo la ciclabile ne crescono molte di acacie e il sole filtra tra i loro rami creando chiaro scuri che evidenziano a volte le foglie, a volte i fiori.

4bAttorno a casa sto cercando farle crescere. La rivettina sotto casa, quella del progetto 2014, è ripida e la terra tende a scivolare. Le acacie sono tra gli alberi, assieme ai tamerici, che meglio possono trattenere il terreno. So che tra gli addetti al settore la Robinia (Robinia pseudoacacia, nome scientifico dell’acacia) è una pianta infestante, non autoctona, che sarebbe da eliminare, ma qui era stata piantata prima del mio arrivo e io mi limito a non togliere i nuovi getti. In futuro voglio trasformare i singoli alberi in ceppaia, tagliando il fusto principale e lasciando che crescano più getti dalla base. Il legno di robinia è ottimo da bruciare nel fuoco e la crescita rapida delle piante mi permetterà di avere legna da ardere dai getti della ceppaia togliendone a rotazione di anno in anno.

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Insieme alle robinie, lungo la ciclabile fioriscono i sambuchi il cui profumo si mescola a quello dei fiori di acacia, quando passo a fianco ai loro cespugli. Lo scorso anno ho fatto lo sciroppo con i fiori di sambuco e lo uso spesso come dissetante. Quando lo si beve sembra di respirare ancora il loro profumo, portando in ogni stagione un pizzico di primavera.

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